RADIO LUCRETHIA – YOUR MUSIC … YOUR STATION


LA RADIO, IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI !!!

Chi non ha provato non può saperlo, solo chi ha fatto radio sul serio può dire che è come il primo amore. La radiRadio Luxembourgo era anche l’odore della moquette sporca di polvere (in tutte le radio c’era lo stesso odore) e l’odore della stanza dove c’era il mobiRadio Veronicale dei dischi, che immancabilmente sopra ci trovavi attaccato un foglio con scritto: “chi prende i dischi li rimetta al suo posto…grazie”, cosa che accadeva sempre e la colpa non era mai di nessuno. Ai nostri tempi la fobia di qualcuno dei nostri collaboratori era passare le nottate adascoltare “Radio Luxembourg” per prendere i suoi

jingles, nottate e nottate intere aspettando lo speaker di turno che, dopo aver presentato il disco, lanciava il jingle, il tasto “pause” sul registratore era di un nero usurato indescrivibile, il problema era un altro però, l’emittente europea trasmetteva in AM e quello che registravamo risultava inciso tutto medio-acuto come qualità, ma a noi andava bene ugualmente, però il massimo sarebbe stato rintracciare e registrare gli stacchetti della famosa “Radio Veronica”, l’emittente pirata che trasmetteva da una nave in disuso e rimessa in mare col solo scopo di trasmettere musica, ben presto vennero scoperti,Lenco L75-2 così fu anche per altre emittenti che usarono la stessa tattica “Radio Caroline”, “Mi Amigo”, “Radio Atlantis”, “Radio Condor” e chissà quante altre, anche se per noi le più famose sono le prime tre citate. Le migliori stazioni usavano il meglio della bassa frequenza presente sul mercato, microfoni Shure e/oNeumann, giradischi EMT 930, Telefunken PS81DD (entrambi usati negli anni 70 e 80 dalla Rai, Radio Vaticana, Radio Montecarlo, Radio Lussemburgo e altre grandi radioi giradischiThoreRevox A77ns, Denon, Lenco L75 o altri di pari qualità, erano tra i più comuni, le piastre diregistrazione che le radio normali usavano erano di marca Luxman, Pioneer o Technics. Coloro che erano su un livello un più alto, avevano il famoso registratore a bobine autoreverse Revox A77 che ti assicurava 24 ore di musica non stop, non tutti potevano permettersi un Revox A77, la maggior parte si accontentavano di un normalissimo Teac, Akai, Pioneer e/o qualsiasi altra marca che aveva le stesse caratteristiche, tanto la funzione che interessava alla maggior parte degli addetti ai lavori era quella dell’autoreverse. Invece il mixer che normalmente trovavamo (non necessariamente in tutte) nelle comuni radio libere, era il Pioneer MA-62°, spesso ne accoppiavano un altro (stessa marca, stesso modello) per quelli che avevano mMixer Pioneer MA-62Aaggiori esigenze di uscita, ma il problema di questo mixer era solo uno, non aveva il preascolto, tu non potevi ascoltare quello che avresti vovuto programmare dopo, per azzeccare la partenza immediata, dovevi portare l’orecchio vicinissimo alla puntina che appoggiava sul vinile, e da lì si poteva ascoltare l’inizio del disco, chiaramente la partenza del giradischi non era immediata come quelli attuali, dovevamo mandare indietro il vinile quasi di un giro e, mentre lo speaker presentava il disco, davi un’occhiata al punto che avevi preso come riferimento e al momento che decidevi di farlo partire tiravi su il cursone del mixer e il disco entrava dopo averlo la presentato, se ti andava bene, come spesso andava, entrava perfettamente e facevi un figurone. All’epoca alcune emittenti avevano in dotazione un mixer professionale con lo start collegato al cursore del piatto, alzavi il cursore e il disco partiva, ma stiamo parlando di bassa frequenza con dei costi importanti che solo le grandi emittenti, come quelle sopra citate, potevano permettersi. Gli speakers che andavano in onda e che si sedevano davanti ad un microfono, prendevamo spunto da personaggi stupendi delle altre stazioni radiofoniche di grande livello, le ragazze cercavano di adottare il modello Luisella Berrino, ancora militante e fedelissima di RMC, i ragazzi invece spaziavano tra Federico l’olandese Volante (che a nostro parere, ha tutt’ora una cultura musicale infinita) e Awanagana in quel periodo enrambi a RMC. Iniziare un’avventura con una stazione radiofonica in FM sarebbe non sarebbe stata cosa facile, il progetto sarebbe stato lungo da far partire e molto dispendioso, dar vita a una web radio è cosa più semplice anche se la concorrenza è consistente. Tra i collaboratori di Radio Lucrethia, ci sono vari personaggi che quotidianamente, in un modo o nell’altro, hanno sempre a che fare con la musica. C’è chi svolge la propria attività in altri network molto conosciuti, chi lavora in alcuni studi discografici con ottimi risultati, abbiamo alcuni DJ italiani conosciuti anche all’estero che, oltre al loro lavoro, sono anche degli ottimi remixers facendosi valere anche fuori dalla nostra nazione, c’è anche chi negli anni 80 e 90, è stato uno degli esponenti di spicco della musica Italo Disco e Italo House con qualche hit internazionale a suo attivo e tutt’oggi, pur essendo della vecchia guardia, frequenta settimanalmente gli studi discografici, semplicemente per essere sempre aggiornato sui suoni e su tutto ciò che riguarda il sound anche se non abbiamo più della la buona musica da ascoltare. Siamo tutti professionisti della radio che dal 1975 sa come farla funzionare, cerchiamo di darvi il meglio della nostra esperienza accumulata negli anni, anche se non potrà mai più tornare tutto com’era prima. In quel periodo era tutto estremamente fantastico, peccato che non ce ne accorgevamo.

RADIO LUCRETHIA la puoi ascoltare qui www.radiolucrethia.com

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About Antonello Autore

WebDesigner e Consulente Informatico con decennale esperienza in realtà aziendali nello svilluppo di sistemi informativi

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